17° Corso di Fumetto Base

Corso Fumetto e Manga a Verona 


Dettagli del corso
Tipo: corsi
Durata: 24 ore totali
Metodo/luogo: lezioni in aula, Verona (VR)
Alunni per classe: max 20
Documenti: Diploma finale
A cosa ti prepara : accresce le tue abilità nel disegno e nella narrazione creativa.
Requisiti: non è richiesto alcun requisito.

Programma
17° Corso di Fumetto Base - 5^ Circoscrizione e Cyrano Comics - Verona (VR)
Fare fumetto significa raccontare per immagini e immaginare racconti, ma significa anche padroneggiare un'ampia gamma di tecniche differenti. La 5^ Circoscrizione di Verona e l'associazione Cyrano Comics presentano quest'anno un nuovo corso dedicato agli appassionati delle nuvole parlanti.
I corsi si svolgeranno, come di consueto, in 12 lezioni da 2 ore ciascuna, con la particolarità che per ogni incontro ci sarà la presenza di un specialista diverso. Si parlerà di storia del fumetto, realizzazione di personaggi convincenti, studio della prospettiva e dell'anatomia. Inoltre verranno trattati argomenti come ideazione degli ambienti, stesura della china e sceneggiatura. Lo scopo di questo nuovo approccio sarà quello di approfondire la materia per chi ha già dei rudimenti, ma anche di introdurre alla nona arte da un punto di vista originale chi è a digiuno delle sue tecniche.
Proprio per la peculiarità del corso e per garantire un insegnamento di alto livello, ci sarà un numero chiuso di allievi per classe, al fine di dare a ciascuno la sicurezza di essere seguito da vicino, passo dopo passo. Sarà quindi importante la preiscrizione, assolutamente gratuita e non vincolante, per definire il numero di classi del corso.
La prima lezione è comunque da intendersi come gratuita.
Informati e iscriviti scrivendo a: cyranocomics@email.it oppure telefonando al numero 347-4309846
N.B. E' previsto anche un corso di COLORAZIONE DIGITALE! Per frequentarlo NON è necessario aver svolto il corso base.
Il corso parte al raggiungimento del numero minimo di preiscrizioni.

Alcuni Docenti
Federico Gaspari: architetto e maestro d'arte. È autore di fumetti e presidente dell'associazione culturale Cyrano Comics.

Enrico Nebbioso Martini: ha frequentato la facoltà di Lettere dell'Università di Verona. È sceneggiatore per diverse realtà del fumetto italiano.

Gabriele Bagnoli: Laureato in Scienze della Comunicazione, lavora come colorista per editori Italiani e internazionali.


Iscrizioni e informazioni:
cyranocomics@email.it oppure al numero 347-4309846

Recensione: Birdman

di Federico Chiavegato




Birdman è un film strano e bellissimo. Parte in maniera inaspettata e prosegue cervellotico, ininterrotto e brillante: impossibile distogliere l'attenzione.
La trama l'avrete letta ovunque, ma mi piace sintetizzare: le giornate di un attore in declino, che in passato ha interpretato solo un famoso supereroe (ehi), e che cerca di portare un mattone intellettuale a teatro, per rilanciarsi, tra crisi personali, personaggi assurdi, dialoghi infiammati e tanta, tanta confusione: noi siamo nella sua testa. Tutto viaggia tra la verosimiltà e l'assurdità del mondo dello spettacolo (come se non bastasse), mischiate agli evidenti problemi psichici e alla fervida fantasia del povero protagonista. Si sente uno sfigato, è uno sfigato, mentre il vero supereroe che è in lui è un duro e cerca di uscire in ogni momento. Ha la fobia di essere sottovalutato e dimenticato (ed è così) e confonde i rapporti personali con la fama e l'ammirazione, cerca di mandare avanti lo spettacolo e tutto sembra remargli contro. Noi vediamo tutto, assistiamo ad ogni momento, compresi quelli che non esistono. Questi passaggi e questi stati d'animo sono tutti ben evidenti da ogni elemento del film, a cominciare dai dialoghi di una sceneggiatura che è perfetta. Il film inoltre è (con qualche trucco) un lunghissimo piano sequenza e non mancano diversi effetti speciali a riprodurre le fantasie assurde del povero attore (comprese alcune scene che potrebbero richiamare la nostra passione fumettistica, in fondo tutto parte da un supereroe!).
La regia e la scrittura sono perfette. Il cast è: un confuso ed intenso Michael Keaton, Edward Norton fantastico ed energico comprimario, e poi Emma Stone, Zach Galifianakis e Naomi Watts a completare con bravura e ottimo tempismo nelle scene.
Straconsigliato, e personalmente spero di vederlo vincitore ai prossimi Oscar!

Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate





Recensione di Gabriele Bagnoli 

Premessa 1: qua trovate le recensioni di Un viaggio inaspettato e La desolazione di Smaug.
Da quando ho scritto quelle recensioni a caldo, ho avuto modo di vedere più volte i primi due film, e sono giunto alla riflessiva conclusione che:
-Un viaggio inaspettato ha l'inizio TROPPO lento e fatica veramente a partire. Dopo Granburrone ingrana, ma il peso della prima ora e mezza si sente, ed è difficile godersi appieno la metà più riuscita. I minuti aggiunti nella extended non sono troppo incisivi.
-La desolazione di Smaug invece è un film riuscitissimo, che è veramente completo nella sua versione estesa. La pellicola ha un ritmo pazzesco dall'inizio alla fine, e le scene indecentemente tagliate al cinema arricchiscono tutte le parti che erano sembrate troppo frettolose (come la casa di Beorn e Bosco Atro, per citarne due)


Premessa 2: anche questo capitolo della trilogia l'ho visto all'Arcadia di Melzo (quindi, su uno schermo di quasi mezzo chilometro quadrato e suono THX) in HFR 3D, cioè a 48 fps.
Tornando a noi.
La Battaglia delle Cinque Armate (o, come la conoscevamo tutti fino all'anno scorso, La Battaglia dei Cinque Eserciti) è la prima battaglia descritta da Tolkien nel mondo della Terra-di-Mezzo..
Ma è proprio una roba spicciola, perchè è raccontata alla fine de Lo Hobbit, Lo Hobbit è un libro per bambini, e questi bambini non vogliono leggersi 65 pagine di battaglia, poichè avranno tutta la vita per leggere la battaglia del Fosso di Helm o l'assedio di Minas Tirith.
In poche parole scrive 

“Così cominciò una battaglia che nessuno si era aspettato; e fu chiamata Battaglia dei Cinque Eserciti. E fu tremenda. Da un lato c'erano gli Orchi e i lupi selvaggi, dall'altro c'erano Elfi, Uomini e Nani”.
Poi Tolkien spiega perchè questa gente sia arrivata più o meno casualmente ai piedi della Montagna e in poco meno di quattro pagine si conclude.
La prima cosa che mi verrebbe da chiedere alle persone che hanno visto il film è se hanno capito chi erano le Cinque Armate. Uscendo dal cinema sono certo di aver sentito diverse ipotesi
-“uomini-elfi-nani-troll-orchi”
-“elfi-nani-orchi-pipistrelli-aquile”
-“uomini-elfi-nani-orchi-Legolas”
-“uomini, elfi, nani, orchi, tutti contro Peter Jackson” 
-“Azog che sul ghiaccio sceglie l'arma sbagliata cercando distruggere il set, e tutti gli altri quattro eserciti che cercano di fermarlo”
Ma di tutto questo a Peter Jackson non gliene frega nulla.
In questi giorni me lo immagino nella sua casetta in Nuova Zelanda, disteso sul divano coi piedi scalzi appoggiati a un tavolino, con l'immancabile tazza di tè fumante e gli occhialini 3D, che ride spassosamente continuando a guardarsi il film.
Ma ride di gusto, in modo sincero.
Si, perchè finalmente ha trovato il coraggio di fare un film come voleva lui.
Ha girato cinque film sulla Terra-di-Mezzo in cui è sceso a compromessi, cercando di non deludere i lettori di Tolkien, gli amanti del cinema, i suoi fan, la critica, e nella prima trilogia c'era anche riuscito bene eh, visti che capolavori che ne sono usciti.
Però questa volta è riuscito in qualche modo a fregare i suoi produttori (quindi, in parte è riuscito a fregare anche se stesso), e li ha convinti a fare tre film anziché due, così si teneva il suo film bonus.
Per chi non l'avesse ancora capito: La Battaglia delle Cinque Armate è una lunga, bellissima e spettacolare sequenza di...battaglia, appunto.
Tutto qui.
E può essere una buonissima cosa o una pessima cosa, dipende dal vostro punto di vista.
Molta gente uscirà dal cinema annoiata e vorrà indietro i soldi del biglietto, altri si divertiranno un mondo e ne saranno entusiasti.
Ma andiamo con ordine.
Nella prima mezz'ora Jackson chiude bruscamente un paio di questioni che avrebbero potuto rovinargli la festa, e mette la parola fine praticamente a tutto quello che aveva costruito nei film precedenti.
Il film si apre con quello che è riuscito meglio in questa trilogia: Smaug. Il sentimento che si prova guardando questa scena è il fortissimo desiderio che Pontelagolungo non bruci mai, ma non per salvare quei miseri esseri umani che la abitano, anzi: in quel momento avrei estinto l'intero regno degli Uomini solo per vedere Smaug il Terribile devastare ancora un po' il mondo.
Purtroppo Bard non decapita accidentalmente suo figlio improvvisando un arco, e tutto finisce abbastanza presto, addirittura prima del titolo del film.
Qualcuno in sala si è lamentato che Smaug fosse nella locandina del film in modo ingannevole, ma va bè.
Un altra fastidiosa questione da risolvere era Dol Guldur: è da due film che siamo assillati da questo oscuro potere che incombe sul mondo (leggasi: è due film che ci rombe le balle con 'sta storia), ed eravamo tutti in trepida attesa di vedere il Bianco Consiglio muovere guerra alla roccaforte del Negromante, scacciandolo dalla sua tenebrosa dimora.
Invece arriva solo Galadriel, ma probabilmente stava già poco bene prima, visto che un calo di pressione fortissimo le prosciuga le forze. Forse si era alzata troppo in fretta.
Per fortuna fa in tempo a trovare un asse di legno su cui spostare Gandalf da lì, per portarlo in braccio fino a Lothlòrien che dista solo ventordicimila chilometri.
Aspetta, ci sono anche Elrond e Saruman, quest'ultimo particolarmente arzillo! C'è anche Radagast, che però deve solo portare in salvo Gandalf.
Insomma, la guerra del Bianco Consiglio a Dol Guldur consiste in Saruman e Elrond che combattono da soli lo spirito di Sauron e dei Nove, mentre gli altri arrivano già infortunati. Mi rallegra sempre pensare che queste sagge entità guidino il destino di tutta la Terra-di-Mezzo.
Poi Galadriel si ripiglia ed esce dal pozzo di The Ring (che nessuno sapeva essere un prequel di questo film, ma il nome lasciava effettivamente intuire che avesse trovato in quel pozzo l'Anello elfico) e scaccia Sauron in un battito di ciglia.
E mentre tutti sono ancora attoniti per aver visto Galadriel in quelle condizioni, la questione di Dol Guldur è già bella che conclusa. Torniamo alle faccende serie. Torniamo alla Montagna.
Si temporeggia con i preparativi alla guerra, le pedine si muovono, Bilbo cerca di barattare l'Archengemma in una scena di dialogo molto riuscita (dialoghi abbastanza fedeli al libro, ma và?) mentre Gandalf cerca di avvisare tutti che sta arrivando un esercito di Orchi.
Purtroppo Gandalf coi sovrani della Terra-di-Mezzo si porta dietro questa credibilità pari a un sacchetto di patate, e come al solito nessuno gli dà ascolto.
Gli eserciti iniziano a radunarsi, e in men che non si dice inizia la battaglia.
Avete presente quelle riprese aeree con migliaia di persone, magari con l'esercito schierato, che si vedono nei film fantasy o di guerra? Quelle riprese che ne fanno una o due a pellicola, sia per risparmiare, sia perchè non è facile spostare fiumane umane da una parte e all'altra del paesaggio.
Bè, Peter Jackson lo fa.
E' come con le inquadrature su Smaug, del quale non ha mai nascosto niente, questa battaglia è lo stesso.
Ora, nella mia testa ho solo vaghi ricordi di quello che è successo: per un'ora continuavano ad arrivare eserciti, e si sono ammazzati tra loro Nani, Elfi, Uomini, Orchi, Arieti, Pipistrelli, Aquile, Troll in un turbinio di immagini spettacolari.
Ho un vago ricordo di Legolas che si appende a un pipistrello, cavalca un Troll, e giurerei di averlo visto in un flashback giocare a God of War.
Ricordo un Troll che con un angolo di mattoni in testa sfonda un muro e poi sviene, ma ricordo anche un sacco di altri Troll con le facce più disparate.
In tutto questo le rovine di Dale sono sempre affollatissime di gente, non puoi svoltare un angolo senza trovare qualche nemico da caricare (a piedi, o su un carretto).
Quelle stradine mi hanno ricordato molto una famosa città toscana.
Credo di aver visto dei vermi giganteschi aprire buchi nelle colline, ma non sono mica tanto sicuro, forse me li sono sognati.
Mi ricordo che ad un certo punto arriva Dain (doppiato abbastanza da cani) in groppa a un maiale, e migliaia di Nani si mettono in una formazione di una figata assurda.
Poi questi fighissimi Nani a testuggine sono saltati via dagli Elfi tipo 3000 siepi.
Bilbo sceglie delle pietre appuntitissime e mira con precisione millimetrica i punti deboli degli Orchi, che cadono inesorabilmente sotto la sua pioggia di sassi.
Poi la partita sembra conclusa, e invece arriva un altro esercito, e sono di nuovo botte.
Al culmine della guerra ci spostiamo su un paio di scontri individuali, che ti fanno dimenticare un po' il resto.
Fili è il primo che muore, ma tanto non se lo caga nessuno. Solo Kili si arrabbia un po', ma tanto muore subito anche lui. Per fortuna Fili è anche parente di Thorin, ma tutti sanno che nella storia originale Thorin fa una brutta fine. Il morale della favola è che alla fine nessuno si ricorda del povero Fili, il cui cadavere è probabilmente stato mangiato da quei vermi giganti scavabuchi. No, aspetta, quelli dicevo di essermeli sognati. Facciamo che è stato mangiato da un ariete, capitato nella battaglia dal nulla.


Comunque, ci eravamo concentrati così tanto sui combattimenti dei campioni che della battaglia vera e proprio ce ne eravamo dimenticati, e quando guardiamo giù da Collecorvo ci accorgiamo che è finita.
Questo è servito a ricordare al pubblico che non sempre gli scontri finiscono con l'arrivo dell'alba, la distruzione di una diga, la comparsa di eserciti di morti, o la distruzione dell'Unico Anello.
Anche se effettivamente anche questo giro le Aquile hanno dato un bell'aiutino.
Poi però Peter Jackson, dopo aver fatto di testa sua per un intero film senza guardare in faccia nessuno e senza badare a minuzie come trame e dialoghi, sceglie il modo peggiore per accontentare i “fan”.
Così ha dichiarato Philippa Boyens (fonte) “la conclusione è stata drasticamente ridotta, perchè non volevamo i finali multipli di cui siamo stati accusati nel Signore degli Anelli.”
Quindi, il finale NON C'E'.
Finita la battaglia, stando a quello visto al cinema, si presuppone che: i poveri abitanti di Pontelagolungo continueranno a vivere sulle sponde del lago nelle tende di stracci, e fu così che nacquero gli zingari; i Nani, senza un capo, probabilmente si ammazzeranno tra loro per l'oro nella montagna; Thranduil si getterà nella mischia per recuperare le gemme a cui teneva tanto; Thorin e Kili rimarranno insepolti, mentre Fili finirà di decomporsi dentro lo stomaco dell'ariete.
Finita la battaglia Bilbo prende e se ne va diretto a Casa Baggings, ciao.
PERO' nella versione extended ci ci saranno i funerali, l'incoronazione di Dain, il destino di Bard, Thranduil che ottiene le gemme, Bilbo che recupera il forziere dalla tana dei Troll, e pare che verrà anche smentita la teoria degli arieti che piovono dal cielo. Anche il povero Beorn, che al cinema ha avuto solo il ruolo di “bomba nucleare sganciata sull'esercito di Orchi” avrà più spazio.
Poi eh, io sono sempre stato un pro extended, e le versione tagliate di entrambe le trilogie credo di averle viste solamente al cinema, però un finale così è fin troppo brusco.
Inoltre, Jackson aveva a disposizione un film intero con cui collegarsi alla compagnia dell'Anello, e il massimo che è riuscito a fare è stato il dialogo tra Thranduil e Legolas su Aragorn, del quale nessuno ha capito molto il senso.
Ma anche qui bisogna aspettare la extended per dare un giudizio, perchè una mezz'ora extra su un film da due ore non è poco.
Comunque, oh, il film a me è piaciuto.
E' solo un “finale” particolarmente lungo, che ha un titolo tutto suo.
Se vi annoiano le battaglie, questa potrebbe sorprendervi, perchè è uno scontro pieno di scene spettacolari e botte e eserciti in movimento e assalti furiosi.
Non vedrete solo guerrieri che incrociano le loro spade circondati da una manciata di comparse: vedrete un enorme campo di battaglia in movimento e avrete la tentazione di fermare l'immagine su ogni singolo frame per spalancare la bocca aperta davanti a un colossale e magnifico uso di CG.
Se invece guardando un film storcete il naso alle più piccole incongruenze urlando “seeee impossibile!!” o se sperate ancora che questa sia una trasposizione fedele del libro, ne uscirete schifati.
Ma se guardate bene, il libro è ancora là in libreria e nessuno ve l'ha toccato.
E per finire, se siete ancora indecisi sul giudizio del film provate a chiedervi “ma io, una battaglia così, l'avevo mai vista in un cinema?”

FERAL CHILDREN


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Un'autoproduzione con i fiocchi!
di Enrico Martini
 
Autori: Anna Ferrari, Flavia Biondi, Lorenza De Luca e Ivan Lodi (testi e disegni)
Formato: 130 pagine, b/n, brossurato, 18x27,5, 10 €
Editore: Manticora Autoproduzioni
A volte capita di "fidarsi" di un progetto e di prenderlo a scatola chiusa. A noi è successo con Feral Children di Manticora. Ma non ci piace parlare di amore a prima vista, almeno non stavolta, perché questo volume convince fin dalla copertina, quantomai azzeccata e accattivante.
All'interno di questa autoproduzione troviamo quattro storie con un tema unico: i bambini selvaggi (i "feral children", appunto). Gli stili di disegno sono tra i più diversi ma questo non rappresenta un punto debole, bensì una peculiarità che caratterizza e rafforza il volume: accanto ai disegni cartoonistici di Ivan Lodi, alle prese in "Zanne e piume" con una storia ironica e cinica al contempo sugli equilibri della natura, abbiamo "Shahla" di Flavia Biondi, forse l'episodio meglio costruito, che affianca alla tematica dei bimbi sperduti una componente magico-arcaica che tiene incollati fino all'ultima pagina del racconto, dando una spinta inerziale notevole per la lettura degli altri episodi: "Oxana" di Anna Ferrari, in cui si passa a un approccio più grafico e decisamente originale che si abbina a una storia decisamente cruda e realistica; e "Homo Homini Lupus", di Lorenza De Luca, una storia più classica, sia per il modo in cui viene affrontata che per il contesto storico e, per quanto piacevole e ben costruita, forse perde un po' il confronto rispetto agli altri episodi.

Un bel volume, con neri pieni e carta piacevole: anche questi dettagli contribuiscono a fare di Feral Children un ottimo fumetto indipendente, che si chiude con una serie di illustrazioni sempre in tema, tra cui sono da segnalare quelle di Veronica Carratello e Giulio Macaione. Se proprio dobbiamo trovare un difetto, forse avremmo scelto una copertina plastificata, visto che, da Lucca Comics ad oggi, quella dell'albo si è già un po' rovinata.
Insomma, bravi i tipi di Manticora, di cui trovate i recapiti di ogni autore in fondo al proprio lavoro. Se le autoproduzioni fossero tutte così...

Intervista a Davide la Rosa

Ciao a tutti amici di Cyrano!

Oggi per la rubrica interviste vi delizio con quella rilasciata in esclusiva da Davide La Rosa al nostro Enrico "Nebbioso" Martini.

Buon proseguimeno di giornata :)
Enjoy your reading!

3/12/2014
INTERVISTA A DAVIDE LA ROSA
La Rosa: dagli zombie gay a Foscolo
a cura di Enrico Martini
Davide La Rosa è autore di Dio (detta così suona male, ma si tratta di strisce umoristiche pubblicate prima on line e poi da Valter Casini Editore), di parodie della trasmissione TV Voyager, dell'autoproduzione Zombie Gay in Vaticano e della miniserie Suore Ninja (Star Comics), entrambe in coppia con Vanessa Cardinali, e, per Nicola Pesce Editore, de Il nuovo romanzo di Dan Braun, La Bibbia 2 (con Pierz), Paco Lanciano e il fagiano crononauta e, infine, le avventure del Detective Smullo (con Fabrizio Di Nicola). 
Per la fine del 2014 e i primi mesi del 2015 sono previsti La Notte del Presepe Vivente (con Federico Rossi Edrighi, Star Comics), uno speciale di Suore Ninja (con Cardinali e Mirka Andolfo, Star Comics), Prussiani vs. Alieni (con Riccardo Pieruccini, dopo un crowdfunding on line da poco conclusosi con successo), una serie su autori italiani del '700-'800 in situazioni improbabili (saldaPress).
Non potendo essere trino, alterna il suo lavoro da autore unico a quello in coppia. E, come avrete capito, non rinuncia al dono dell'ubiquità editoriale. Sempre portando alta la bandiera dei "fumetti disegnati male", per lo meno quando li disegna lui.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere col VIP più irriverente del Lago di Como.
Ciao Davide e grazie per la disponibilità. Comincio con una domanda di quelle paraculo. Ricordo che, quando comprai  Zombie Gay in Vaticano, rimasi folgorato dal titolo. A casa, fortunatamente, scoprii che a quella felice intuizione di facciata ne corrispondevano molte altre all'interno dell’albo. Per quanto riguarda il tuo nuovo fumetto, La notte del Presepe Vivente, è venuta prima l’idea geniale del titolo e da lì hai sviluppato la storia o il titolo è venuto in seguito?
Ciao e grazie a te/voi (non so con quante persone io stia parlando in questo preciso istante). Veniamo alla domanda. Sono contento che ti piacciano i miei titoli. La notte del presepe vivente nasce da una cosa che mi frullava in testa da tempo: “Presepe vivente” è un termine infelice (i cattolici creano cose potenzialmente horror senza manco rendersene conto)... diciamo le cose come stanno: è un termine che richiama i film di Romero. E quindi da questo spunto ho creato una storia... poi il titolo vien da sé... come venne da sé il titolo “Zombie gay in Vaticano” quando decisi di far invadere il Vaticano da un'orda di zombie omosessuali.
Come è nata la collaborazione con Rossi Edrighi? Ti parla ancora adesso?
Ah-ah-ah... sì sì: in realtà ora siamo più amici di prima. Io e Federico ci conosciamo come autori (ci leggiamo a vicenda) da anni (mise un mio personaggio pure in un numero di John Doe). Da due o tre anni ho avuto anche la fortuna di conoscerlo di persona. Poter fare una storia con lui è sempre stato un mio sogno. La Star Comics mi fece il grandissimo regalo di farmi scegliere un disegnatore per “La notte del presepe vivente”... contattai subito Federico che mi disse subito di sì. Federico è uno degli autori più talentuosi che c'è in circolazione. E non è bravo solo come disegnatore, è anche uno sceneggiatore incredibile. Nei prossimi mesi usciranno un sacco di cose sue (molte delle quali scritte da lui)... io le ho già lette e sono di una bellezza disarmante.
 
 
Domanda inevitabile: da dove ti è uscita questa storia? Cosa dobbiamo aspettarci?
La storia, come dicevo prima, nasce dal fatto che “Presepe Vivente” richiama un mucchio di scene horror. L'ho ambientata nel paese sul lago di Como dove vivo: Laglio (sì, è il paese dove vive pure Clooney). È un horror natalizio umoristico. Ho provato ad analizzare le dinamiche paesane (che vanno bene sia nei paesi del nord come quelli del sud... e pure quelli del centro eh). A discapito del nome non è una storia contro la Chiesa o la religione. Vi dovete dunque aspettare un fumetto stampato sulla carta.
È stato difficile parlare di morti viventi dopo due lavori che hanno avuto tanta risonanza come ZGIV e Suore Ninja? O non ti sei posto, una volta tanto, il problema di essere originale? Sì, era un complimento...
Ah, grazie per il complimento :D In realtà in questo fumetto si parla più di mostri... c'è anche qualche zombie... sì. Essere originali in campo zombie è un casino.
Parlando di Suore Ninja... com'è andato? Quale è stato il riscontro? Inizialmente era stato accolto da molto critiche, forse più strumentali che altro.
Suore Ninja è andato abbastanza bene. Tant'è che sto scrivendo proprio ora lo speciale (che uscirà a maggio e sarà disegnato da Vanessa Cardinali e Mirka Andolfo). Ci sono state un mucchio di critiche, sì, alcune costruttive... altre che lasciavano il tempo che trovavano... ma erano fatte dalle solite persone che avevano un mucchio di tempo da lasciare. Per fortuna ci sono state anche, come dicevo, critiche costruttive che mi sono servite molto.
A proposito di critiche, si dice che il settore del fumetto italiano della Star sia in una fase d'involuzione. Tu cosa ne pensi?
Stanno facendo un mucchio di cose nuove con un sacco di potenziale e un largo margine di lavoro... io sto lavorando per la collana “Graphic Novel” (nella quale usciranno La notte del presepe vivente e lo speciale delle suore ninja... danno molta libertà agli autori e questo può solo creare prodotti migliori (o almeno, nel mio caso, lo spero).
Sempre restando in tema di cristianità, sei felice che Don Alemanno (l’autore di Jenus) ti citi nelle interviste che rilascia? Quanto vi volete bene?
Chi?
Tornando ai tuoi progetti, nel 2014 sei stato onnipresente con molte pubblicazioni. Per il 2015 è stata annunciata la pubblicazione di una tua serie di avventure “strambe” per saldaPress, la prima è “Ugo Foscolo: Indagatore dell’Incubo”. Come è nato il progetto?
Dopo “Parini naufrago delle stelle”, quali e quanti grandi scrittori manovrerai?
Al Comicon 2014 uscì Paco Lanciano e il fagiano crononauta (edito da NPE). Andrea Ciccarelli (della SaldaPress) lo comprò e lo lesse durante la fiera. Mi ferma in un corridoio e mi dice: “Ho letto Paco Lanciano, è bellissimo... ti va di proporci qualcosa da pubblicare con noi?”. Io ho sgranato gli occhi (immaginatemi con le stellette gioiose negli occhi... detta così sembro un tossico ma vabbè)... una volta appurato che non stesse scherzando, gli dissi che avevo in mente una storia con Ugo Foscolo indagatore dell'incubo. Da lì è partita una catena di idee che mi ha portato a creare una serie di scrittori che fanno cose sceme. Per ora posso solo dire di Ugo Foscolo e il Parini.
 
Infine: di zombie ne hai parlato, di indagatori dell'incubo anche. Quando vedremo Davide La Rosa alla prese con Dylan Dog? Recchioni non ha ancora chiamato?
Eh magari. Dylan Dog è il mio personaggio preferito. Ho capito cosa si poteva fare con i fumetti grazie all'indagatore dell'incubo e a Sclavi. Ho deciso che volevo fare fumetti grazie a Dylan. Mi piacerebbe un sacco scrivere una sua storia... non comica: proprio una storia “Seria”... con l'horror, lo splatter, l'ironia di Dylan Dog che si mischia alla tristezza che ha negli occhi e tutte quelle cose che fanno di Dylan il bellissimo personaggio che è. Dubito che potrà mai succedere ma spero che Roberto mi chiami :D






 
E Papa Bergoglio? Ti aspetti che ti telefoni da un momento all'altro?
Vivo con tale terrore. Ogni volta che sul telefono compare la scritta “Numero privato” vengo preso dall'inquietudine.

Pigeon-Man da Star Shop

Eccoci qui amici cyranidi per un altro appuntamento a cui non mancare!

Sabato 6 Dicembre alle ore 16.30 vi aspettiamo numerosi alla presentazione del primo episodio della trilogia Pigeon-Man alla fumetteria Star Shop di Verona!

Ad aspettarvi troverete: Gabriele Bagnoli, Beatrice Bovo e Enrico Bante, rispettivamente colorista, disegnatrice e sceneggiatore dello spillato pronti a rispondere alle vostre domande e saziare la vostra curiosità!

Mi raccomando, siateci! ;)

Recensione The Amazing Spider-Man 2


Eccoci qui con una sorpresa per voi!

Apriamo il nostro post con una novità: l'apertura di una rubrica di recensioni di film, fumetti e tutto quello che è nostro (e vostro) principale interesse.
E allora senza indugi, partiamo subito con una recensione del nostro Jacopo Bissoli (autore e curatore del volume E-Heroes) su The Amazing Spider-Man 2, le sue aspettative, la visione in blu-ray e molto altro!
 
The Amazing Spider-Man 2 

Blu-Ray

Parlando del Blu-Ray, la qualità video è ottima, i colori sono molto accesi e vivi, vedere Spidey volteggiare tra i grattaceli o piroettare durante le incredibili battaglie contro Electro in HD è un’esperienza fantastica.
I contenuti extra sono un po’ i classici commenti con regista e via dicendo, ma degne di nota sono alcune scene tagliate che aiutano la comprensione dei nodi cruciali del film e fanno agire un attimo in più certi personaggi secondari. Non capisco perché, in montaggio, abbiano tagliato alcune scene piuttosto interessanti a beneficio di altre.

Il Film

Su questo film, se devo essere sincero, avevo un mucchio di aspettative e sono state in parte deluse. Il film si compone di alcune scene epiche, ma anche di altre a mio avviso inutili; scene lunghissime che potevano durare la metà, non aggiungendo nulla alla trama, momenti di vuoto, sequenze smielate da soap (forse fin troppo miele), episodi molto comici e scene d'azione, che sono DAVVERO AMAZING, ma davvero poche… e qualche buco di trama qua e là, ma trascurabile.
Nello specifico, la storia d'amore prende molta parte della trama, ma in fin dei conti si può giustificare... no? Chi l'ha visto sa perché (*SEZIONE SPOILER in basso), e la cosa effettivamente rispecchia le storie a fumetti. Peter è diviso e incapace di vivere appieno il suo rapporto con Gwen: la ama e proprio per questo la teme costantemente in pericolo. Che fare? Appunto, qui si ripresentano i cliché dei Marvel comics, quelle tormentate vicende d'amore che caratterizzano proprio il nostro Spidey e forse, proprio per questo motivo, il film non piacerà a tutti.
La comicità del film è alta sin dai primi minuti, Webb ci regala uno Spidey potrei dire perfetto, comico come le sue avventure su carta e in molte scene è proprio l'umorismo a fare da padrone. Tuttavia avrei apprezzato maggiori occasioni con Spidey in azione, dato che il protagonista principale in questo film sembrerebbe di più il Peter Parker neo-diplomato, amante-tormentato, figlio-abbandonato rispetto al Peter/Spider-Man super eroe vero e proprio.
Colonna sonora davvero diversa dalle solite, sicuramente prenderà molto anche voi, specialmente durante la battaglia finale in cui Electro si diverte a fare il DJ (con ottimi risultati, aggiungerei).
I nemici (escluso Electro-> Che m'è piaciuto molto) non sono stati ben caratterizzati, ma credo, e spero, che sia stato fatto apposta, dato che sicuramente verranno ripresi nel sequel, in cui probabilmente avranno più tempo per essere approfonditi.





*SEZIONE SPOILER:

Ci siamo: lei cade, lui si lancia, ha salvato un sacco di persone, salverà anche lei, o no? 
Conoscevo la storia a fumetti, ma mi sono ritrovato a sperare che quella ragnatela raggiungesse Gwen e la portasse in salvo! Ho trattenuto il respiro fino allo...SNAP! 
CHE-SCENA!! (molto cruda sì, ma spettacolare).
Mi ha emozionato tantissimo, anche adesso vedo il viso di Gwen mentre cade! Nonostante fossi preparato all'evento, il momento è stato forte e mi ha fatto giustificare tutte le sdolcinatezze del film. Complimenti a Webb per aver reso giustizia a una delle scene più celebri e importanti delle avventure dell'arrampicamuri, della storia di Spider-Man!